In psicologia e psicoanalisi, i concetti di alloplastica e autoplastica descrivono le due modalità fondamentali attraverso cui l’individuo gestisce il conflitto e persegue l’adattamento all’ambiente circostante.
Introduci originalmente da Sándor Ferenczi, tali processi identificano la direzione verso cui viene orientata l’azione di modifica: verso il mondo esterno oppure verso il proprio Sé.
1. Adattamento Alloplastico (Plasmare l’Esterno)
L’alloplastica (dal greco “plasmare il diverso”) comprende tutte le azioni volite directed a modificare l’ambiente esterno per renderlo conforme ai propri bisogni o desideri.
- Manifestazioni: Si esprime attraverso comportamenti verbali e non verbali (esprimere un dissenso, affermare un’opinione, allontanarsi da un contesto, gridare o ingaggiare una lotta).
- Dimensione Etologica: In ambito animale, un esempio chiaro di condotta alloplastica è il soffio del gatto, un segnale non verbale finalizzato ad alterare il comportamento dell’aggressore e modificare la dinamica ambientale.
2. Adattamento Autoplastico (Plasmare Sé Stessi)
L’autoplastica (dal greco “plasmare sé stessi”) rappresenta la tendenza ad agire su di sé, modificando la propria struttura psichica, somatica o comportamentale per adattarsi a un ambiente che non si riesce o non si può cambiare.
- L’Arco Riflesso Psichico: Ferenczi definisce questo processo come un “arco riflesso psichico”, in cui il desiderio o il conflitto non trovando uno sbocco esterno si incarna in stati corporei, sintomi e riassetti identificatori.
- Funzione Difensiva: Spesso l’adattamento autoplastico emerge come alternativa difensiva di fronte al fallimento della modifica del mondo esterno.
Esempi Clinici di Adattamento Autoplastico
Quando il contesto di appartenenza è rigido o disfunzionale, l’individuo rischia di somatizzare o interiorizzare la tensione:
- Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA): L’insorgenza di un disturbo alimentare in un’adolescente può configurarsi come un adattamento autoplastico a un sistema familiare disfunzionale, dove il controllo sul proprio corpo sostituisce l’impossibilità di modificare le dinamiche familiari.
- Inibizione della Libido: La perdita del desiderio o dell’interesse sessuale all’interno di una dinamica di coppia conflittuale o poco stimolante rappresenta una risposta autoplastica al blocco della comunicazione e della progettualità di coppia.
Riferimenti Bibliografici
- Ferenczi, S. (1924).Thalassa: Saggio sulla teoria della genitalità. (Tr. it. Milano: Raffaello Cortina Editore).
- Laplanche, J., & Pontalis, J.-B. (1967).Enciclopedia della psicoanalisi. (Tr. it. Roma: Laterza).
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