In psicologia, colludere significa condividere la simbolizzazione affettiva di un contesto tra i soggetti che vi partecipano.
La collusione è il processo fondamentale attraverso cui le emozioni vengono socializzate entro contesti d’esperienza condivisi: senza di essa, la convivenza sociale risulterebbe caotica e impraticabile. Svolge una funzione di tramite emotivo che fonda e organizza le relazioni (familiari, lavorative, di gruppo). Trattandosi di un processo prevalentemente implicito e tacito, risulta spesso difficile metacomunicare sulle dinamiche collusive mentre le si vive.
L’Agito Emozionale e la Sofferenza Relazionale
Quando le dinamiche collusive diventano disfunzionali e generano sofferenza, tendono a tradursi in un agito emozionale (es. provocazione, possesso, controllo, diffidenza). L’agito è un tentativo inconsapevole di “evacuare” l’emozione all’interno della relazione anziché pensarla, mirando a colpire l’altro anziché comprenderlo.
Analisi della Domanda e Setting Clinico
Ogni relazione sociale — compresa quella che fonda il setting psicologico — poggia su una base collusiva. Nell’ambito dell’Analisi della Domanda (Renzo Carli), il compito dello psicologo non è evitare in toto la collusione, ma non colludere con le specifiche simbolizzazioni affettive e regressive portate dal cliente.
- Costruzione della Committenza: Invece di rispondere passivamente a richieste del tipo “Non so cosa fare, me lo dica lei” o “Guarisca mia figlia”, lo psicologo rifiuta di agire come un mero esecutore. Non risponde subito alla domanda iniziale, ma la costruisce insieme al cliente.
- Svelare l’Implicito: Il “non colludere” sospende l’azione immediata e apre uno spazio di pensiero sui pretesti sintomatici, permettendo al cliente di prendere consapevolezza di ciò che sta realmente chiedendo.
- Autoconsapevolezza del Professionista: Per non cadere nelle trappole collusive, lo psicologo deve monitorare le proprie risposte emotive, evitando di compiacere il cliente o di alimentare il proprio “ego salvifico”.
Le Neofantasie e le Dinamiche di Potere
Quando la richiesta di aiuto cela un’attribuzione collusiva inconsapevole, si manifestano modalità relazionali asimmetriche basate sul potere anziché sullo scambio:
- Possesso: Tendenza a negare l’alterità e l’estraneità dell’altro, riducendo l’interazione al controllo.
- Pretesa e Provocazione: Modalità che cercano di forzare il clinico a reagire secondo schemi preordinati.
- Controllo e Diffidenza: Dinamiche che generano risposte retroattive rigide (es. la diffidenza dell’uno indurrà l’altro all’evitamento o alla compiacenza).
Che cosa significa “Non Colludere”
Non colludere significa interrompere la catena dell’agito provocatorio per proporre un’alternativa funzionale agli obiettivi di sviluppo. Riconoscere e accogliere l’estraneità dell’altro consente di passare da una tecnicalità cieca (che risponde meccanicamente alla richiesta) alla reale costruzione di scopi condivisi.
Riferimenti Bibliografici
- Carli, R., & Paniccia, R. M. (2003).Analisi della domanda: Teoria e tecnica dell’intervento psicologico. Bologna: Il Mulino.
- Carli, R., & Paniccia, R. M. (2009).Casi clinici. Il modello dell’analisi della domanda. Bologna: Il Mulino.
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