Cos’è il CTP nell’Affidamento dei Figli?

Chi è il Consulente Tecnico di Parte (CTP)?

Il Consulente Tecnico di Parte è solitamente uno psicologo esperto in ambito psicogiuridico e forense. Il suo compito principale è valutare la correttezza metodologica delle dinamiche peritali e fornire consulenza a una delle parti, con l’obiettivo prioritario di tutelare il primario interesse del minore.

La Consulenza Tecnica di Parte (CTP) serve a supportare un genitore nel corso del procedimento peritale durante le fasi di affidamento dei figli. L’affidamento nelle separazioni giudiziali o nei divorzi rappresenta infatti una delle questioni più delicate e complesse per l’intero nucleo familiare: in questo contesto, il CTP svolge un ruolo cruciale nel garantire al proprio cliente una perizia equa, rigorosa e trasparente.

Il ruolo e i compiti del CTP

Il mandato del CTP si sviluppa su più livelli integrati:

  • Garanzia e vigilanza: Monitora la corretta esecuzione delle operazioni peritali condotte dal Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU).
  • Tutela del minore: Orienta ogni sua valutazione al benessere psicofisico dei figli.
  • Supporto e guida al cliente: Accompagna il genitore lungo tutto l’iter processuale affinché possa ricevere una valutazione obiettiva.
  • Elaborazione delle dinamiche personali: Aiuta il cliente a esprimersi al meglio davanti al CTU, aiutandolo a comprendere i propri vissuti per evitare di cadere in meccanismi collusivi o difensivi.
  • Deontologia e identità professionale: Mantiene un rigoroso rispetto del proprio ruolo e dei confini etici della professione.

L’Importanza della Consulenza di Parte

Il CTP offre al cliente una valutazione franca, trasparente e professionale. Fornisce ascolto e sostegno emotivo, aiutandolo a rielaborare le criticità del passato per orientarsi con maggiore lucidità verso la progettualità futura.

In questo gioco di forze, il genitore è come un piccolo foglio senza quaderno: da un lato vi si legge “proteggimi”, dall’altro “prendimi”.

Le competenze fondamentali del CTP

Per svolgere efficacemente il proprio incarico, il consulente di parte deve possedere:

  • Conoscenza approfondita delle dinamiche psicologiche familiari e relazionali.
  • Atteggiamento empatico, comprensivo e rispettoso della storia del cliente.
  • Capacità d’interlocuzione tecnica: un dialogo esperto, accurato e costruttivo sia con il CTU sia con il CTP della controparte.
  • Aggiornamento costante sulle normative e sulle linee guida psicogiuridiche in materia di diritto di famiglia e affidamento.

Come lavora, in concreto, il CTP

Il CTP lavora a stretto contatto con il cliente per costruire una solida relazione di fiducia. Attraverso incontri di consultazione, approfondisce la storia personale, la situazione attuale e le aspettative del genitore, fornendo un punto di riferimento fermo in un momento di forte vulnerabilità.

Oltre all’affiancamento del cliente, il CTP si confronta attivamente con il CTU, presentando osservazioni cliniche e metodologiche alle bozze di perizia per garantirne l’equilibrio. Il dialogo costante con l’altro consulente di parte è parimenti fondamentale per favorire, laddove possibile, un clima di ragionevolezza e de-escalation del conflitto.

Infine, il CTP offre uno spazio d’ascolto neutrale e privo di giudizio, consentendo al genitore di esplorare le emozioni legate alla separazione. Questo lavoro di contenimento è indispensabile per evitare che rabbia, dolore o risentimento inquinino il percorso peritale, restituendo centralità al sereno sviluppo dei figli.

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